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mercoledì 8 luglio 2020

Cose (più o meno disperate) da fare quest'estate

                                                                                                                                       
E' un'estate strana. Una delle più lente mai vissute (e questo un pò mi piace) ma ahimè anche circospetta, trattenuta, abbozzata; arriverò in fondo con delle carenze, lo sento, temo che passerò l'inverno ostinandomi ad andare in giro in infradito, facendo barbecue sotto la pioggia, mangiando frutta di serra. Essì perchè per quanto mi riguarda questa stagione, che aspetto sempre spasmodicamente per tutta la restante parte dell'anno, non sta esprimendo tutto il suo potenziale. Ma neanche la metà.  Finora ci sono state soltanto un sacco di domeniche in terrazza, qualche timida riunione familiare (sempre senza abbracci, che sofferenza), tante buone letture, certo, e un sacco di progetti ma si resta sempre sul vago. Appena più in là dei blocchi di partenza. La cosa più eccitante che mi è capitata negli ultimi tempi è stata andare all' Ikea, con relativa misurazione della temperatura, dopo sei mesi di astinenza. 
Personalmente di tecnologia e virtualità ne ho la nausea. Ho visitato tutti i musei del mondo, passato al tappeto Netflix, Amazon Prime, Raiplay e Now tv divorando film a ritmo continuo come un'ossessa, ho fatto gratuitamente un validissimo corso di due mesi di inglese avanzato, credo di aver sfruttato ogni possibile risorsa offerta dal web però adesso sono un pò stanca. Non mi attira nemmeno più lo shopping online, con buona pace del mio conto corrente. Durante il lockdown ho dilapidato una mezza fortuna in prodotti cosmetici, coccole rilassanti quando tutto sembrava grigio e triste, per fortuna non sono rimasti inutilizzati. 
Gli armadi sono stati tutti riordinati, i documenti messi in ordine, ho cucinato l'impossibile e sperimentato che neanche Bottura, giardinaggio fatto, pulizie di primavera idem, ho riparato il riparabile, ho cucito, riciclato, inventato. Basta.
Tutte le cose che si possono fare a casa hanno già "allietato" simpaticamente i mesi di prigionia, adesso ci sarebbe bisogno di uscire, vedere cose nuove, di socialità, di aria. Non esco di casa da tre giorni il che a luglio, in perfetta  salute è un inedito totale. 
Ripasso un attimo attingendo online ma si ricade di nuovo lì, nel lugubre periodo del lockdown, digitando "cose da fare estate 2020" appaiono soltanto offerte di vacanze (tutte rigorosamente in Italia), gli articoli carini sull'estate e le sue delizie - con idee al momento tutte irrealizzabili, perlomeno per me -   sono tutti datati almeno un anno, risalgono a quando eravamo normali insomma.
La mia creatività va liquefacendosi insieme ai ghiacci artici. Mi sa che finirò a produrre manufatti artigianali tipo questi.                                                                                             
                                                                                                                               

                                                                                                                                                ©www.nonsprecare.it

Andremo a fare il bagno nei torrenti perché grazie alla Società Autostrade, sponsor ufficiale dell'estate ligure 2020, il mare è irraggiungibile. Per non disidratarsi in una coda di 15 km meglio dirigersi verso l'entroterra.




Le mie idee al momento si esauriscono qui sotto questa immagine poco poetica di quattro piedi sfiancati dal caldo messi a sfrigolare nell'acqua ghiacciata come zeppole in olio bollente. 
In questo anno così complicato che ci ha costretto a frugare a fondo in ogni cassetto delle nostre risorse mentali non è facile trovarne altre. Ma l'estate è una stagione troppo bella per non sfruttarla in pieno, bisogna inventarsi qualcosa.   

To be continued...





martedì 23 giugno 2020


Così non vale. Avrò peccato ancora una volta di ingenuità ma quando immaginavo di poter uscire sognavo di scorrazzare libera e felice,  mi sembrava già di sentire lo sciabordio delle onde e odore di crema solare, mi vedevo già con una granita alla mandorla di Pisacane, solo al pensiero di un giro da Sephora alla ricerca di un nuovo profumo estivo avevo una vertigine di euforia. 
Si si, basta che te lo credi. La vita con la mascherina è come cercare di gustarsi un piatto di Cannavacciuolo quando hai il raffreddore. E lo so che  ammalarsi è peggio però da quando esco bardata non vedo l'ora di tornare a casa a respirare. 
Non parliamo poi dello stress per mantenere un minimo di distanziamento, non avrei mai pensato di poter avere dei riflessi cosi efficienti. 
Figli e genitori non abbiamo ancora potuto stringerli e baciarli, perlomeno io non lo faccio perché mi sentirei egoista, le cene a casa con gli amici sono surreali (la prima volta che ho apparecchiato mettendo due posti ad un'estremità della tavola e due all'altra mi sono sentita la protagonista di un film distopico),  andare al cinema non se ne parla, fa venire i capelli dritti al pensiero di quelle poltrone in tessuto, ricettacolo di germi già in tempi normali. Ovunque tu vada devi fare una coda per via degli accessi contingentati, anche per una cosa stupida come comprare la Settimana Enigmistica. Vogliamo parlare delle spiagge? Con l'accesso da prenotare come una notte in hotel? Le vacanze quest'anno non osiamo nemmeno immaginarle. 
Possiamo fare quasi tutto e non possiamo fare niente. Personalmente nel tempo libero continuo ad oziare in terrazza ma così non è vita. 
Mi ripasso un attimo la wish list fatta in piena quarantena:

Cucinare una cena luculliana per figli e famiglia. Fare un giro a Sestri Levante possibilmente in una bella mattina di sole, speriamo sia ancora primavera. Andare a mangiare una pizza. Vedere un mercatino con la gente che mi spintona (anche se temo che per molto, molto tempo le folle le eviteremo). Voglio stare in giro tre giorni di fila. Andare al mare io che ormai da alcuni anni non sopporto più il caldo, tagliarmi i capelli,  programmare la prossima vacanza.

Come non detto, a parte la cena luculliana per figli e famiglia.
L'idea di andare in pizzeria dovendo stare attenta a tutto ciò che si muove mi attira quanto una seduta dal dentista, i mercatini adesso li fanno ma spintonarsi per una maglietta non è il caso, per la spiaggia vedi sopra e il parrucchiere non ho ancora osato consultarlo, e si vede. 
E a Sestri Levante poi non ci sono ancora andata. Essì perché la società autostrade ha pensato bene di trasformare la Liguria in un intero cantiere che, sommandosi con le gallerie chiuse per giorni perché cadono a pezzi, ha avvilupato la regione in un'unica, interminabile coda capace di scoraggiare anche una shopper compulsiva il primo giorno di saldi al 70%. 
Daje a ride insomma. Però non è tutto male questo periodo (che ricorderemo come uno dei più assurdi della nostra vita). Ho un sacco di tempo libero, mi sono riposata molto, ho potuto rimettermi a studiare, cosa che amo molto, sono diventata ancora più ecologista e poi di nuovo nell'ordine ho un sacco di tempo libero, mi sono riposata molto, ho potuto rimettermi a studiare... :-). 

giovedì 5 settembre 2013

Perseidi


E' stata un'estate molto bella. Una gragnuola di stelle cadenti viste la notte di S. Lorenzo, ad ognuna un desiderio, alla fine li avevo pure finiti, sono una donna semplice.
Un periodo di film bellissimi, di anarchia e spensieratezza.
Una stagione di pic nic improvvisati e di letture diverse dal solito, appassionanti.
Ho anche fatto un viaggio, attraverso l'Italia con Susan e Terry, le mie amiche americane e ho guardato tutto con occhi nuovi. Sono ritornata a casa senza più la voglia di scappare da questo contraddittorio paese, fiera di vivere in mezzo a tanta bellezza.
Ho pure superato (forse) la paura del mare...

venerdì 19 marzo 2010

Anticipo d'estate




Prendi una bella manciatona di perline di vetro di tutte le forme e sfumature nei colori del mare, aggiungici qualche fiore, qualche farfalla o altro piccolo dettaglio romantico ed avrai già un piccolo assaggio dell’estate che prima o poi arriverà..